Vantaggi e svantaggi di uno stile vintage

Vantaggi e svantaggi di uno stile vintage

Quando arriva il momento di arredare la propria casa, o anche soltanto una stanza, ci sono tantissime possibilità tra cui scegliere, moltissimi stili diversi. Trovare quello che ci si addice di più e che meglio si adatta alle nostre esigenze può non essere semplice proprio per la grande varietà e per i vari vantaggi e svantaggi che ogni stile porta con sé. Per esempio, uno stile boho è molto delicato e raffinato, ma allo stesso tempo è molto “selettivo” e definito: non si possono inserire elementi molto colorati né in alcun modo estranei a quello stile specifico. Anzi, ogni qual volta vorremo aggiungere un nuovo elemento di arredo dovremo fare estrema attenzione a come lo scegliamo e le nostre possibilità si ridurranno drasticamente. La stessa cosa vale con tutti gli stili: in particolare quando se ne sceglie uno molto caratterizzato, sarà altrettanto difficile mantenerlo man mano che il tempo passa. Uno degli stili più gettonato è lo stile vintage, che si adegua bene a quasi tutti gli ambienti e permette di giocare molto di creatività. Arredare in stile vintage non è semplice, ogni stanza deve rispettare proprie regole e in base a quello che si decide di mettere bisognerà trovare dei giusti compromessi, tutto ciò onde evitare di rendere gli ambienti noiosi o peggio ancora, pacchiani. Tuttavia, come tutti gli altri, anche il vintage è sì caratterizzato da vantaggi, ma anche affetto da problematiche.

Vantaggi e svantaggi di uno stile vintage

Lo stile vintage e i suoi vantaggi…

Lo stile vintage nasce in America nel secondo dopoguerra e oggigiorno è molto noto agli amanti del arredamento retrò. Possiamo trovarlo nei ristoranti alla moda e negli interni di lusso, negli alberghi e nelle gallerie di lusso. Chi decide di arredare con elementi vintage, tende ad aiutarsi avvalendosi dell’aiuto di internet, blog, siti appositi e anche con l’ausilio di riviste di arredamento vintage che consigliano come e con cosa arredare i diversi ambienti. Vintage non vuol dire vecchio ne tantomeno antico e si differenzia dallo stile rétro in quanto quest’ultimo indica lo stile di oggetti contemporanei che imitano le linee, le forme e i colori di altri tempi storici. Se si vuole arredare una casa in stile vintage bisogna essere in grado di mixare in maniera equa presente e passato per dare il giusto valore ai singoli elementi. Per esempio, è consigliabile posizionare un mobile vintage in uno spazio abbastanza ampio che possa donargli la giusta importanza. Anche i colori sono molto importanti: i colori caratterizzanti di questo stile sono quelli pastello ma, se si preferiscono i colori più scuri questo stile permente anche di giocare con il bianco ed il nero. Un’altra caratteristica fondamentale risulta l’utilizzo di grafiche optical, stile mirato a provocare illusioni ottiche di movimento. Lo stile vintage gode di vantaggi e svantaggi; il principale vantaggio, che è molto difficile ritrovare altrove, è che si può declinare in tante “sottospecie” differenti: sia a seconda dello stile vero e proprio, che prende nomi diversi (vintage moderno, shabby, boho, rustico, retrò), sia a seconda del periodo storico di cui si intende replicare l’arredamento. Inquadrando per primi questi due aspetti, sarà facile capire quale stile si adatta meglio alla nostra personalità e alla nostra quotidianità. Un altro vantaggio non da poco dello stile vintage e che spesso viene trascurato è il supporto che dà a livello di sostenibilità. Infatti, il recupero di pezzi d’arredamento favorisce la riduzione degli sprechi e offre ai mobili una nuova vita, e non come oggetti “di riciclo” ma veri e propri pezzi di design.

Vantaggi e svantaggi di uno stile vintage

…E svantaggi

Dopo aver visto tutti gli aspetti positivi, si giunge alla nota dolente, che invece riguarda proprio gli svantaggi. Però sono proprio questi ultimi a meritare attenzione, in quanto sarà difficile mantenere uno stile vintage duraturo e coerente se si fatica a conviverci. Innanzitutto, può capitare che i mobili vintage abbiano un prezzo superiore a quelli nuovi e che abbiano bisogno di manutenzione e qualche lavoretto per conservarne intatte la qualità e l’integrità. Quindi il primo svantaggio è di tipo strettamente economico. Legato alla necessità di manutenzione ma anche al fatto che gli oggetti essendo di design nel corso del tempo assumono valore; per esempio, un elemento vintage di inizio novecento sarà più costoso perchè prodotto artigianalmente e non in maniera industriale, il secondo svantaggio è proprio la longevità che possono ancora avere i mobili vecchi, che hanno già molti anni e, se utilizzati come se fossero nuovi, potrebbero non resistere a lungo: da qui il probabile bisogno di un rinnovo frequente di mobili. L’alternativa può essere quella di non impiegare mobili veramente dell’epoca ma di acquistare, invece, mobili nuovi che replichino lo stile di quelli antichi. Tuttavia, questa scelta richiede una buona capacità di selezione, perché il rischio di realizzare l’effetto “finto” è dietro l’angolo. Se si applicasse questa tecnica con tutti i mobili della stanza o addirittura dell’intera casa, l’effetto finale potrebbe non essere armonioso e risultare molto artificioso.