Berto SalottiBerto Salotti

Snaidero intervistato dal Corriere della Sera

  • Roberto Snaidero - Presidente Federlegno Arredo
Redazione 07-08-2012 Galleria immagini completa

ECONOMIA E MERCATI  -  Raffaella Polato, del Corriere della Sera, ha chiesto al presidente di FederlegnoArredo Roberto Snaidero, un giudizio sulle dichiarazioni rilasciate da Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle Entrate, il quale intervenendo ad un convegno della Confcommercio ha evidenziato alcuni dati che dimostrano come la pressione fiscale italiana sia diventata ormai insostenibile per le imprese italiane.

 

Il presidente Snaidero, riprendendo tali dichiarazioni, ha voluto mettere in evidenza che tale fenomeno in alcuni casi può pesare fino al 70%, come tante aziende della filiera legno-arredo possono testimoniare.

Questa situazione aumenta il rischio di spostare le produzioni in Slovenia o Carinzia. Per questo, pur apprezzando l'opera di risanamento fatta fino ad oggi dal premier Mario Monti e dal suo esecutivo, il presidente Snaidero ha ribadito che accanto al rigore fiscale oggi è urgente agire su leve che favoriscano il rilancio dell'economia evitando ulteriori forme di inasprimento, da una parte non aumentando ulteriormente l'IVA, dall'altra proponendo misure che aiutino i giovani, come l'introduzione dell'IVA al 4% sugli arredi fissi della prima casa (cucine, armadi a muro, bagni), permettendo così di rilanciare tutto il settore delle costruzioni.

 

Snaidero continua dicendo che gli inasprimenti fiscali non sono in grado di fare ripartire l'intero settore legno-arredo, che conta 74.000 aziende, 400.000 dipendenti e 33,5 miliardi di fatturato, ed in questa direzione le aziende continueranno a scappare dall'Italia, non ultimo il caso delle barche per lo spauracchio delle imposte.

 

FederlegnoArredo ed il suo Presidente sono totalmente per la legalità e lavorano con le imprese associate per sostenerle, ma il mercato italiano è totalmente fermo, nel 2013 si prevedere una lenta ripresa, anche se sarà un anno di elezioni. "Noi e le nostre imprese siamo italiani e crediamo nel nostro paese, ma al governo chiediamo di darci una mano."

 

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