Conferenza Nazionale del Colore a Lecce
APPUNTAMENTI - Si svolgerà a Lecce il 16 e 17 settembre nella Sala Conferenze del Rettorato dell’Università del Salento la VI Conferenza nazionale del Colore, con l'obiettivo di favorire l'aggregazione multi e interdisciplinare di tutte le realtà che in Italia si occupano del colore e della luce da un punto di vista scientifico e/o professionale. La conferenza sarà preceduta da alcuni tutorial relativi a diversi temi di interesse. Ai lavori seguirà l'esposizione dei contributi accettati.
I temi di interesse dell’edizione 2010 della conferenza - organizzata dal Gruppo del colore, organismo di collegamento tra i teorici e i professionisti della materia nato nel 2004 nell'ambito della Società italiana di Ottica e Fotonica (SIOF) - riguarderanno: la natura fisica e psicologica del colore; il ruolo del colore nella progettazione (design, arte e valorizzazione dei beni culturali, identità territoriali, comunicazione, grafica, moda, cultura, edilizia, architettura, arredo, ambiente, cosmesi); il colore nel settore dei beni culturali (conservazione, restauro, archeometria, illuminazione); meccanismi e fisiologia della visione del colore; Colorimetria, fotometria, atlanti dei colori; il colore digitale.
Prima di essere “Gruppo del colore” della Società Italiana di Ottica e Fotonica (SIOF), l’organizzazione era “Gruppo di lavoro in colorimetria e reflectoscopia” della SIOF, dal 1995 al 2004.
Claudio Oleari, coordinatore del Gruppo di lavoro in Colorimetria e Reflectoscopia, ne riassume le ragioni dell’esistenza riprendendo la prefazione agli atti dei primi tre convegni, del 1995, 1996 e 1998.
La tradizione artistica italiana è unica e impressionante, eppure, nonostante tanta ricchezza, in Italia non esiste una diffusa cultura scientifica del colore. Esiste però una sensibilità al colore molto particolare. Nel paese della luce, pare che il colore debba essere negato: credo che l’italiano sia l’unico popolo al mondo a scegliere automobili dal colore acromatico; soffermiamoci ad osservare un parcheggio, dal bianco al nero tutti i colori sono presenti, ma tutti privi di tinta. Quando un’auto ha tinta, il colore è sempre desaturato, a bassissima croma. E così vale per gli abiti, per gli edifici, ... . Il colore è prerogativa dell’infanzia, dello sport e della pubblicità. Nessun italiano adulto oggi vestirebbe abiti con i colori squillanti e l’effetto cangiante delle vesti dei profeti della Cappella Sistina. Sia ben chiaro che ciò non significa mancanza di buon gusto e di eleganza. Forse, proprio grazie a questa negazione del colore, emergono altri aspetti, come la patina del tempo sui muri.
Le ombre e le luci si ammorbidiscono degradando le une nelle altre. Sensazioni impossibili quando il colore emerge, prevarica e appiattisce le figure su piani di colore. Il confronto con l’oltralpe è impressionante.
Tutto ciò non significa che il colore non sia importante. Il colore è l’elemento primo nella comunicazione e il giusto colore, oltre che ad avere valore estetico, è sinonimo di qualità, sia per le cose naturali sia per gli oggetti artificiali. Ed è a questo punto, che dovendo quantificare e riprodurre il colore, si richiede una conoscenza del colore, non una conoscenza artistica, ma scientifica e tecnica. I testi della tradizione italiana ci portano lontano nel tempo e sono prevalentemente rivolti all’arte. La scuola è assente. La ricerca colorimetrica pure. Ma la richiesta per una cultura del colore è forte e crescente. Così, nel 1995 venne attivato il Gruppo di lavoro in Colorimetria e Reflectoscopia della Società Italiana di Ottica e Fotonica (SIOF). Il riferimento e il modello fu il Colour Group inglese, ma questo nasceva oltre mezzo secolo prima. Gli obiettivi ancor oggi gli stessi.

