50 Years After Brasília
ARCHITETTURA - SPECIALE 12.MOSTRA INTERNAZIONALE DI VENEZIA - Padiglione del Brasile
Il Padiglione del Brasile rende omaggio alla città di Brasilia come massima espressione dell'architettura moderna brasiliana, nell'anno in cui la capitale brasiliana celebra il suo 50esimo anniversario.
Il curatore Ricardo Ohtake ha selezionato un gruppo di architetti che sono nati dopo la fondazione della città ma hanno un legame con la proposta di urbanizzazione immaginata da Lucio Costa e realizzata da Oscar Niemeyer.
2010 significa i 50 anni della più grande città costruita dall’umanità.
A Brasilia si trovano tutti i principi dell’ideare modernista, l’utopia di un mondo giusto e ugualitario, oltre alla speranza de paese che si sviluppa verso l’ovest, partendo dal litorale atlantico, verso la regione amazzonica, al nord, e verso il cerrado [praterie] centrale.
Varie premesse per la nuova capitale non si sono mai realizzate. Il piano pilota di Lucio Costa, però, si mantiene più o meno integro, come pure la maggior parte delle costruzioni dell’asse monumentale, dove si trovano i palazzi-sede della Repubblica progettati da Oscar Niemeyer.
Niemeyer, nei suoi 102 anni, continua a lavorare. Ha inaugurato, quest’anno, il Centro Amministrativo di Minas Gerais, a Belo Horizonte, accumulando nel suo curricolo oltre cento importanti progetti eseguiti, la maggior realizzazione di un architetto nella storia.
Mezzo secolo dopo l’inaugurazione di Brasilia, alla 12.Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, il Brasile presenta architetti tra i 30 e i 50 anni, nati dopo la costruzione della città, che rappresentano differenti generazioni e attitudini.
Nelle sue opere si distaccano i tratti della forte origine brasiliana e lo sviluppo dell’eredità del maestro Oscar Niemeyer, figura presente in tutte le fasi della storia dell’architettura, sin dagli anni 1930.
(Hector Martines, Commissario del Brasile)
GLI ARCHITETTI NATI DOPO BRASILIA
L’architettura moderna ha persistito nel Brasile per sei decenni, con alcuni passi che hanno dato nuovi corsi all’architettura, principalmente quelli fatti da Oscar Niemeyer, sin dagli anni 1940 e da Villanova Antigas, dalla fine degli anni 1950.
Soltanto negli anni 1990 il rinnovo torna a germogliare, nonostante il sistema insista col mantenere un’architettura tardo modernista, avendo l’appoggio di alcune università, case editrici di libri e riviste.
Gli architetti scelti per questa rappresentanza sono nati dopo l’inaugurazione di Brasilia, perciò operano dal 1990 e sono segnati dalla ricerca di strade diverse, dentro alla tradizione architettonica brasiliana.
Mario Biselli e Artur Katchborian lavorano con ampi spazi e volumi, hanno un dialogo armonioso con l’indistria, sia dal punto di vista dei materiali e delle tecniche, che dei processi.
Angelo Bucci elabora imponenti strutture di pareti e colonne in calcestruzzo, vere sculture rifinite artigianalmente.
Daniel Corsi e Dani Hirano sono giovani architetti i cui progetti, tutti originari di concorsi, incorporano il vasto paesaggio circostante.
Marcos Boldarini si dedica a proposte per le favelas, enfatizzando la vita insieme al lavorare.
Gustavo Penna e Mariza Machado Coelho presentano il recente progetto che commemora il centenario dell’immigrazione giapponese in Brasile.
In questo modo, l’esposizione vuol far vedere alcune delle scelte fatte dagli architetti brasiliani 50 anni dopo l’inaugurazione di Brasilia.
(Ricardo Ohtake, curatore della mostra)
Architetti:
Oscar Niemeyer
Mario Biselli e Artur Katchborian
Angelo Bucci
Daniel Corsi e Dani Hirano
Marcos Boldarini
Gustavo Penna
Commissario:
Heitor Martins, President of the Fundação Bienal de São Paulo
Curatore:
Ricardo Ohtake, General Director of the Instituto Tomie Ohtake

