Berto SalottiBerto Salotti

Il Bagno Alessi

  • Il Bagno Alessi: mod. One
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Cersaie 2010 

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IL BAGNO ALESSI

One design Stefano Giovannoni

Nuove ceramiche, nuove cabine doccia, nuovi pezzi di arredo bagno e un nuovo rubinetto elettronico touchless vengono a completare il progetto del bagno “One” disegnato da Stefano Giovannoni, confermandolo come uno dei più completi scenari della stanza da bagno mai realizzati a livello industriale: probabilmente il più completo in assoluto. La stanza da bagno è diventata progressivamente uno dei luoghi più interessanti di espansione per l‘immaginario domestico delle persone. Lo scenario complessivo del bagno non è solo il luogo dove puliamo il nostro corpo: è molto di più, ci fornisce i simboli per mediare dentro di noi il confitto tra codici affettivi che rimandano alle parti meno pregiate del nostro Sé: tra la voglia di regredire e la necessità di crescere, tra il codice della madre, centrato sull’appagamento del bisogno e sulla gratificazione delle nostre parti bambine, il codice del bambino, centrato sulla attività ludica, il codice della corporeità erotica, centrato sulla contemplazione/ esibizione del proprio corpo e il codice del padre, centrato sulla prestazione e sullo stimolo alla crescita.

 

Partendo da questa rifessione il progetto di “One” si è orientato su un linguaggio espressivo di matrice ludico onirica nel quale il designer ha saputo fondere con grande ispirazione i quattro gruppi dei codici affettivi. Elementi marcatamente centrati sul codice materno (in particolare le porcellane, tonde e soft) sono così messi in scena insieme con elementi di chiaro codice paterno (i mobili dalle linee geometriche semplici e rigorose), di codice erotico (come i rubinetti, robustamente fallici) e di codice bambino (come il gioco del movimento a scomparsa del rubinetto del mixer per la vasca da bagno, o l’apertura della cassettiera nel mobile alto). L’esito formale di questo progetto è fortemente innovativo e esemplare: componendo in equilibrio armonico i quattro codici affettivi Stefano ha infatti saputo superare la pratica del cifrario stilistico personale che ha caratterizzato praticamente tutto il design di grido degli anni ’80 e ’90. Utilizzando un approccio progettuale fortemente innovativo, che definirei meta-stilistico, ha saputo attingere con libertà e maestria al grande vocabolario delle forme che sono state messe a disposizione dell’uomo per creare degli oggetti insieme più emozionanti e più umani.

 

 

 

dOt design Wiel Arets

Era diffcile, dopo il progetto di “One” disegnato da Stefano Giovannoni del 2002, pensare a un nuovo autore Alessi per un secondo progetto nell’area della stanza da bagno. La nostra decisione è stata di uscire dal campo degli autori specializzati nel product design e di lavorare con uno degli esponenti dell’architettura costruita contemporanea. Architetto singolare, pensatore indipendente, parte integrante della scena olandese pur rappresentando un caso a sé, Wiel Arets non segue trend né può essere facilmente classificato in una categoria. Esponente di punta dell’approccio ontologico invece che rappresentazionale dell’architettura (K . Frampton), il suo lavoro tende alla regolarità delle parti ma non è minimalista in senso rid uttivo, include un grado molto elevato di complessità intellettuale ma è anche molto concreto e guarda con attenzione e modestia alla gente comune.

 

Maestro nell’uso dei materiali sia nella loro forma più grezza che sorprendentemente raffinata, la centralità della sua architettura non consiste in un’attività di elaborazione formale di tipo scultore o oiconic o come molti suoi colleghi ma tende a una condensazione e intensità che sono la ragione dell’aura speciale di Leggerezza e di Consistenza che caratterizza le sue opere. Il progetto del bagno “Dot” risponde a una tipica strategia compositiva di Arets: il ricorso a giustapposizioni non familiari, l’uso di forme talvolta convenzionali applicate in relazioni non convenzionali. Il risultato mi sembra, appunto, produrre una sottile e raffnata aura di Assenza di pesantezza oggi inusuale nel product design: un bell’esempio di quanto l’architettura può ancora dare al design contemporaneo.

 

 


English Text

 

 

Following the ILBAGNOALESSI “One” project designed by Stefano Giovannoni in 2002, it was challenging to decide on a new Alessi designer for a second bathroom ensemble. We decided toleave the feld of designers specialized in product design and to workinstead with one of the proponent sofcontemporary architecture. A singular architect, independent thinker, anintegralpartof the Dutch architecture scene while still remaining entirely unique, Wiel Arets doesn’t follow trends nor can he beeasily classifed inaspecifc category. A proponent of the ontological rather than representational approach to architecture (K.Frampton), his work tends toward the regularity of the parts but is not minimalist in a reductivesense. It involves an extremely high level of intellectual complexity while also being quite concrete and targets a wide audience with attention and modesty.

 

A master of using materials both in their crude stand most surprisingly refnedforms, his architecture does not centre on the sculptural oriconic representation of form like many o fhiscolle a gues buttendstowarda condensation and intensity that create the special aura of Lightness and Consistency that characterizes his work. The ILBAGNOALESSI “Dot” bathroom design exemplife sone of his typical compositional strategies: are course to unfamiliarj uxtapositions, the use of attimes conventional forms along side unconvention alones. There sult produces a subtly refnedsense of Weightless ness that is rare in modern product design: a good example of how much architecture has still to give to contemporary design.

 

 

 

New ceramics, new shower cabins, new bathroom furnishings and a new electronic touchless faucet complete the ILBAGNOALESSI “One” project designed by Stefano Giovannoni, making it one of the most complete bathroom ensembles created on an industrial level and probably the most complete ever. The bathroom is increasingly becoming one of the most interesting places in the domestic environment where people can give their imagination freereign. The overall bathroom set ting is much more than just a place where we clean our bodies: it provides us with the symbols with which we mediate the internal confict bet ween affective codes that reside in the less valued parts of the self – bet ween the urge to regress and the need to grow, bet ween the maternal code, focused on the fulflment of needs and the gratifcation of our infantile self, the childhood code, centred on play, the erotic body code, deriving from the contemplation /exhibition of our body and the paternal code aimed at per formance and the promotion of growth. Beginning from this premise, the “One” project focused on the expressive language of a model of dreams and play wherein the designer skilfully blended the four groups of affective codes.

 

Elements clearly based on the maternal code (porcelain pieces in par ticular, round and sof t) are thus combined with obvious features from the paternal code (furnishings with clear and precise geometric lines), the erotic code (the evidently phallic faucets) and the childhood code (the play ful movement of the retractable bathtub mixer faucet or the opening of the drawers in the tall c abinet). The formal elements of this project are highly innovative and exemplar y: by harmoniously balancing the four af fective codes Stefano managed to transcend his own personal st ylistic paradigm, which has characterized practic ally all the best design of the 1980s and 90s. Using a highly innovative approach to design, which I would defne as ‘metast ylistic’, he was able to freely and adroitly draw from the ex tensive voc abular y of forms that have been made available to humankind, creating objects that are at once more striking and more human.

 

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